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COMUNICATO STAMPA DEL 22 LUGLIO 2010
Edilizia: le buone prestazioni delle imprese locali nell’esecuzione dei lavori pubblici.
Il Presidente di Ance Prato-sezione Edili dell’Unione Industriale Pratese: “Le amministrazioni locali hanno anche strumenti alternativi al massimo ribasso: li usino.”
Non è notizia di tutti i giorni che un’opera pubblica sia eseguita in tempi inferiori a quelli previsti e senza maggiorazioni rispetto agli importi pattuiti: eppure è quanto è accaduto con il sottopasso della declassata in corrispondenza di via Nenni.
A vincere la gara erano state due imprese pratesi, cui va riconosciuto il merito della buona prestazione effettuata; anche in passato alcuni dei lavori svolti sulla declassata – anch’essi fra quelli andati meglio per tempistiche, costi e qualità di realizzazione – avevano la firma di imprese locali. Questa circostanza fornisce lo spunto ad Ance Prato-sezione Edili dell’Unione Industriale Pratese per alcune riflessioni sul tema; osserva il Presidente Moreno Paolo Torri:
“Perché fa notizia il fatto che il sottopasso di via Nenni sia stato realizzato presto, bene e senza significativi aggravi sui costi pattuiti? In teoria non ci sarebbe motivo di stupirsene: dovrebbe essere la norma. Ma sappiamo che non è così. Non si contano gli esempi, anche tuttora in corso, in cui lavori assegnati con il meccanismo del bando pubblico col massimo ribasso procedono con estrema difficoltà. L’esempio della SR325 è il più evidente: ma si potrebbero citare anche molti altri casi di lavori pubblici e anche di grandi organizzazioni private, da musei e sedi di associazioni di volontariato i cui costi lievitano, a caserme che si realizzano con anni di ritardo. Un quadro in cui si spera non finisca anche la sede camerale, i cui lavori sono stati assegnati a seguito di un fortissimo ribasso. Accade in effetti con eccessiva frequenza che gli appalti siano vinti da imprese, spesso esterne all’area, che rimettono sì offerte con ribassi a due cifre, ma poi avanzano con estrema lentezza, chiedono variazioni in corso d’opera o addirittura non concludono i lavori. In un parola: che troppo spesso non rispettano né tempi né costi né qualità, grazie anche a progetti talora inadeguati, che necessitano di varianti in corso d’opera aprendo varchi a incrementi di costi. Eppure delle soluzioni alternative al massimo ribasso ci sarebbero: basterebbe che le amministrazioni, avvalendosi delle facoltà concesse dalla legge, si assumessero la responsabilità di individuare le imprese a cui far realizzare i lavori valutandone l’affidabilità e la serietà e non solo improbabili e spesso sospette convenienze economiche. C’è già chi ricorre regolarmente a strumenti come la procedura negoziata, la licitazione privata e l’offerta economicamente più vantaggiosa. Pochi giorni fa Ance Prato-sezione Edili dell’Unione Industriale Pratese ha promosso al Palazzo dell’Industria un incontro formativo che coinvolgeva, insieme, le imprese edili e i funzionari dei settori edilizia e urbanistica di buona parte delle amministrazioni locali: ci sono state testimonianze di altre amministrazioni toscane per le quali procedure diverse dell’offerta al massimo ribasso sono la norma. Perché da noi invece rimangono un’eccezione e dobbiamo contare solo sulla buona sorte perché le cose vadano bene come per il sottopasso di via Nenni?” PU | 2SEM2010 | UIP037164 | RelEst | PetS | UnkS