Nomenclatura Combinata
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NOTE ESPLICATIVE PER LA DEFINIZIONE DEI CODICI
DI NOMENCLATURA COMBINATA


1. Considerazioni generali per la determinazione della nomenclatura combinata (definizioni).


a. Filati di elastomeri
b. Filati greggi
c. Filati imbianchiti
d. Filati a colori (tinti o stampati)
e. Tessuti greggi
f. Tessuti tinti
g. Tessuti di filati di diversi colori
h. Tessuti stampati
i. Armatura a tela


2. Considerazioni generali sul significato di "Materie tessili e loro manufatti".

3. Capitoli da 50 a 55.

A. Classificazione dei prodotti tessili misti
B. Filati
b1 filati semplici
b2 filati ritorti
b3 filati ritorto su ritorto (cablés)

*** *** ***


1. Considerazioni generali per la determinazione della nomenclatura combinata

Per la determinazione della nomenclatura, si intendono per:

a) Filati di elastomeri
i filati di filamenti "compresi i monofilamenti" di materie tessili sintetiche, diversi dai filati testurizzati che possono, senza rompersi, subire un allungamento fino a tre volte la lunghezza iniziale e che, dopo aver subito un allungamento pari a due volte la lunghezza iniziale, riprendono in meno di cinque minuti una lunghezza pari, al massimo, ad una volta e mezza la lunghezza iniziale.

b) Filati greggi
i filati:
1) che presentano il colore naturale delle fibre costitutive e che non hanno subito né imbianchimento, né tintura (anche nella massa), né stampaggio; oppure
2) senza colore ben definito (detti "filati grisaglia") ottenuti da sfilacciati.
Questi filati possono aver ricevuto un appretto non colorato o un colore fugace (il colore fugace sparisce dopo semplice lavaggio con sapone) e, nel caso delle fibre sintentiche od artificiali, essere stati trattati nella massa con prodotti di opacizzazione (per esempio: diossido di titanio).

c) Filati imbianchiti
i filati:
1) che hanno subito un trattamento di imbianchimento o fabbricati con fibre imbianchite, oppure salvo disposizione contraria tinti in bianco (anche nella massa) o 0che hanno ricevuto un appretto bianco; oppure
2) costituiti da un miscuglio di fibre gregge e di fibre imbianchite, oppure
3) ritorti o ritorti su ritorto (cablés), costituiti da filati greggi e da filati imbianchiti.

d) Filati a colori (tinti o stampati)
i filati:
1) tinti (anche nella massa) diversamente che in bianco o di colore fugace, stampati, o fabbricati con fibre tinte o stampate; oppure
2) costituito da un miscuglio di fibre tinte di colori diversi o da un miscuglio di fibre gregge imbianchite e da fibre a colori (filati screziati o mischiati), o stampati ad uno o più colori ad intervalli, in modo da presentare l'aspetto di una struttura a puntini; oppure
3) ottenuti da lucignoli o nastri che sono stati stampati; oppure
4) ritorti o ritorti su ritorto (cablés), costituiti da filati greggi o imbianchiti e da filati a colori.
Le definizioni di cui sopra si applicano "mutatis mutandis" anche ai monofilamenti, alle lamelle o forme simili del capitolo 54.

e) Tessuti greggi
I tessuti ottenuti da filati greggi che non hanno subito né imbianchimento, né tintura, né stampaggio. Questi tessuti possono avere ricevuto un appretto non colorato o un colore fugace.

f) Tessuti tinti
i tessuti:
1) tinti diversamente che in bianco (salvo disposizione contraria), di un solo colore uniforme e che hanno ricevuto un appretto a colori diversi dal bianco (salvo disposizione contraria), in pezza; oppure
2) costituiti da filati di un solo colore uniforme.

g) Tessuti di filati di diversi colori
i tessuti (diversi da quelli stampati):
1) costituiti da filati di colori differenti o da filati con sfumature dello stesso colore, diversi dalla tinta naturale delle fibre costitutive; oppure
2) costituiti da filati greggi o imbianchiti e da filati a colori; oppure
3) costituiti da filati screziati o mischiati.
(In ogni caso i filati che costituiscono le cimose ed i capi di pezza non vanno presi in considerazione).

h) Tessuti stampati
i tessuti stampati in pezza, anche se costituiti da filati di diversi colori.
(Sono assimilati ai tessuti stampati i tessuti con disegni ottenuti per esempio al pennello, alla spazzola, con pistola a spruzzo, con carta detta "transfert, mediante floccaggio o col procedimento batik).
La mercerizzazione non ha alcuna incidenza sulla classificazione dei filati o tessuti di cui alle definizioni precedenti.

i) Armatura a tela
una struttura di tessuto di cui ogni filo di trama passa alternativamente al di sopra e al di sotto di fili successivi dell'ordito, ed ogni filo dell'ordito passa alternativamente al di sopra e al di sotto di fili successivi della trama.


2. Considerazioni generali sul significato di "Materie tessili e loro manufatti"

La sezione XI ("Materie Tessili e loro Manufatti") comprende, in generale, il complesso delle materie prime dell'industria tessile (seta, lana, cotone, fibre sintetiche o artificiali, ecc.), i prodotti semilavorati (come ad esempio, i filati ed i tessuti) ed i manufatti confezionati che se ne ottengono.

Attenzione: alcuni prodotti non sono classificati in questa sezione.
Non sono in particolare considerati come prodotti tessili della sezione XI:
1) i capelli e i lavori di capelli (n. 05.01, 67.03 o 67.04), ad eccezione, però delle bruscole e dei fiscoli, nonché dei tessuti spessi di capelli dei tipi comunemente utilizzati nelle presse da oleifici od in usi tecnici analoghi, che sono da classificare nella voce n.59.11.
2) le fibre di amianto ed i manufatti di amianto (filati, tessuti, indumenti, ecc.) (n. 25.24, 68.12 o 68.13). 
3) le fibre di carbonio e le altre fibre minerali non metalliche (per esempio carburo di silicio e lana di roccia), nonché i lavori di queste fibre (capitolo 68).
4) le fibre di vetro, i manufatti di fibre di vetro (filati, tessuti, ecc.) e i manufatti costituiti di fibre di vetro e di fibre tessili, aventi il carattere di manufatti di fibre di vetro, come ad esempio, i ricami chimici o senza fondo visibile, in cui il filo costituente il ricamo sia di fibre di vetro (capitolo 70).

La sezione XI è divisa in due parti.
Nella prima parte (capitoli dal 50 al 55) i prodotti tessili sono raggruppati secondo la materia costitutiva.
Nella seconda parte (capitoli dal 56 al 63), escluse le voci n. 58.09 e 59.02, non è fatta alcuna distinzione, per quanto riguarda le voci (codice numerico a quattro cifre) circa le materie di cui sono costituiti i manufatti in essa classificati.

I manufatti dei capitoli da 56 a 63 contenenti due o più materie tessili, vanno considerati come interamente costituiti dalla materia tessile che sarebbe presa in considerazione, per la classificazione di un manufatto dei capitoli dal 50 al 55 costituito dalle stesse materie.


3. Capitoli da 50 a 55

I capitoli dal 50 al 55 comprendono, ciascuno, una o più materie tessili, pure o miste tra loro, nei diversi stadi di lavorazione, sino ad includere la loro trasformazione in tessuti (cioè tutti i prodotti ottenuti dall'incrocio, su telai a catena o a trama, di filati tessili). Nella maggior parte dei casi, i capitoli su indicati comprendono le materie prime tessili ed i cascami recuperabili (in massa, in fibre, sotto forma di filamenti, di nastri, stoppini, ecc., ad eccezione dei cascami di tessuti e degli stracci); essi comprendono inoltre, i filati e i tessuti.

A. Classificazione dei prodotti tessili misti
I prodotti tessili compresi in una qualsiasi voce dei capitoli dal 50 al 55 (cascami, filati, tessuti, ecc.) sono classificati, quando sono costituiti da più materie tessili, come se fossero interamente costituiti dalla materia tessile prevalente in peso su ciascuna delle altre materie tessili.

Le materie tessili in mista possono essere ottenute:
- prima o nel corso della filatura;
- nel corso della ritorcitura o della ritorcitura su ritorto; ("cablage");
- nel corso della tessitura.

Nel caso di stoffe diverse da quelle della voce n. 58.11 costituite da due o più tessuti di diversa composizione, sovrapposti su tutta la loro superficie e riuniti per cucitura, incollaggio, ecc., la classificazione viene fatta in applicazione della regola generale 3. Di conseguenza la nota 2 della sezione si applica, se del caso, solamente per determinare la materia tessile predominante in peso nel tessuto preso in considerazione per la classificazione di queste stoffe.
Similmente, per quanto riguarda i prodotti composti, formati con materie tessili e con materie non tessili, la nota 2 della sezione è applicabile esclusivamente a quei prodotti che, per effetto delle regole generali per l'interpretazione della nomenclatura, siano da classificare nel loro insieme, come prodotti tessili.

Occorre fare presente quanto segue:

1) per i prodotti mescolati e costituiti da due o più materie tessili, debbono essere considerati in complesso come una sola materia tessile, quelle materie tessili che, se fossero lesole costituenti di tali prodotti, sarebbero raggruppate nello stesso capitolo o nella stessa voce.
Per la classificazione si tiene conto innanzitutto del capitolo, poi all'interno dello stesso, della voce applicabile, tralasciando le materie tessili non classificabili in quel capitolo.

Esempio:
a) un tessuto formato dal:
40% in peso di fibre sintetiche discontinue,
35% in peso di lana pettinata,
25% in peso di peli fini pettinati,
non rientra nella voce n. 55.15 (altri tessuti di fibre tessili sintetiche discontinue), ma al contrario, nella voce n. 51.12 (tessuti di lana pettinati o di peli fini pettinati), dovendosi in questo caso sommare le percentuali di lana e di peli fini.

b) un tessuto dei peso di 210 g/m2, formato dal:
40% in peso di cotone,
30% in peso di fibre sintetiche in fiocco,
30% in peso di fibre artificiali in fiocco,
non rientra nella voce n. 52.11 (tessuti di cotone contenenti meno dell'85% in peso di cotone, mescolati principalmente e solamente con fibre sintetiche o artificiali, d'un peso superiore a 200 g/m2, né tantomeno nella voce n. 55.14 (tessuto di fibre sintetiche discontinue contenenti meno dell'85% in peso di tali fibre, mescolate principalmente o solamente con del cotone, del peso superiore a 170 g/m2) ma nella voce n.55.18 (tessuti di fibre artificiali in fiocco).
La classificazione si opera determinando in un primo tempo il capitolo (in questo caso il capitolo 55, dovendosi sommare le percentuali delle fibre sintetiche discontinue con quelle artificiali discontinue) e in seguito, la voce di tariffa applicabile all'interno del capitolo, in questo caso la voce n. 55.16, che è quella nominata per ultima, fra tutte le altre voci entranti in considerazione (applicazione della regola generale, interpretativa 3c).

c) un tessuto formato dal:
35% in peso di lino,
25% in peso di iuta,
40% in peso di cotone,
non rientra nella voce n. 52.12 (altri tessuti di cotone), ma nella voce n. 53.09 (tessuti di lino). La classificazione si opera determinando in un primo tempo il capitolo (in questo caso il capitolo 53, dovendosi sommare le percentuali del lino e della iuta) ed inseguito la voce di tariffa applicabile all'interno del capitolo, in questo caso la voce n.53.09, poiché la percentuale del lino è superiore a quella della iuta, il cotone non entra in considerazione.

2) I filati di crine spiralati e i filati metallici sono considerati per il loro peso totale, come costituenti una materia tessile distinta.

3) I fili di metallo sono considerati come una materia tessile per la classificazione dei tessuti nei quali sono incorporati.

4) Quando i capitoli 54 e 55 entrano tutti e due in considerazione con un altro capitolo, quel due capitoli sono da considerare come un solo e stesso capitolo.

Esempio:
un tessuto formato da:
35% in peso di filamenti sintetici,
25% in peso di fibre sintetiche discontinue, e
40% in peso di lana pettinata,
non rientra nella voce n. 51.12 (tessuti di lana pettinata) ma, al contrario, nella voce n. 54.07 (tessuti di fili di filamenti sintetici), dovendosi sommare le percentuali dei filati sintetici con le fibre sintetiche discontinue.

5) Le cariche e gli appretti così come i prodotti per l'impregnazione, la spalmatura, ricopertura o l'ingusinatura, incorporati nelle fibre tessili non sono considerati materie non tessili; in altri termini, il peso delle fibre tessili da prendere in considerati è quello delle fibre tessili nello stato in cui sono presentate.

Per determinare se delle materie addizionate sono costituite principalmente da una determinata materia tessile, si deve tener conto della materia tessile che predomina in peso su tutte le altre materie tessili entranti nella composizione.

Esempio:
Un tessuto di un peso non superiore a 200 g/m2, formato dal:
55% in peso di cotone,
22% in peso di fibre sintetiche o artificiali,
21% in peso di lana,
2% in peso di seta, non rientra nella voce n.52.12 (altri tessuti di cotone), ma, al contrario, nella voce n.52.10 (tessuti di cotone, contenenti meno dell'85% in peso di cotone, mescolati principalmente o solamente con fibre sintetiche o artificiali, di un peso non superiore a 200 g/m2).

B. Filati
I filati tessili possono essere semplici, ritorti o ritorti su ritorto (cablés).
Per l'applicazione della Nomenclatura, si considerano come:

1) filati semplici
i filati costituiti:
a) sia di fibre discontinue, generalmente tenute insieme mediante torsione (filati);
b) sia di un solo filamento (monofilamento) delle voci dal n. 54.02 al n. 54.05, sia di due o più filamenti (multifiiamenti) delle voci n.ri 54.02 o 54.03, tenuti insieme con o senza torsione (filati continui).

2) filati ritorti
i filati costituiti da due o più filati semplici, compresi quelli ottenuti a partire da monofili (o monofilamenti) delle voci n.ri 54.04 o 54.05 (ritorti a 2, 3, 4 capi o più) riuniti con l'operazione di ritorcitura. Tuttavia, non sono considerati come ritorti i filati, costituiti esclusivamente di monofilamenti delle voci n.ri 54.02 o 54.03 tenuti insieme per torsione.
Si chiama capo di un filato ritorto ciascuno dei filati semplici che messi insieme costituiscono il filato.

3) filati ritorti su ritorto (cablés)
i filati costituiti da due o più filati di cui uno almeno è un ritorto, riuniti mediante una, due o più azioni di ritorcitura.
Si chiama capo di un filato ritorto su ritorto (cablés) ciascuno dei filati semplici o ritorti la cui unione costituisce il filato.

I filati di cui sopra sono talvolta designati sotto la denominazione filati riuniti quando sono ottenuti per giustapposizione di due o più filati semplici, ritorti o ritorti su ritorto (cablés). Questi filati sono da considerare come filati semplici ritorti o ritorti su ritorto (cablés) secondo iltipo dei filati che li costituiscono.

I filati semplici, ritorti o ritorti su ritorto (cablés), presentano talvolta riccioli, bottoni o fiamme distanziati (essi sono detti allora ad occhielli o a nodi, a groppetti o a bottoni, a fiamme). Essi possono anche essere costituiti da due o più filati di cui uno si aggroviglia su sestesso, ad intervalli regolari, in modo da produrre degli ingrossamenti (tali effetti vengono denominati "bouclage plein, o "bourrelets").

Si considerano come lucidati i filati che hanno ricevuto un appretto speciale a base di sostanze naturali (cera, paraffina, ecc.) o sintetiche (segnatamente resine acriliche) e che sono stati poi lucidati per mezzo di rulli lucidatori.

I filati sono designati secondo il loro titolo. Differenti sistemi di titolazione dei filati sono ancora applicati. La nomenclatura utilizza tuttavia il sistema universale Tex che è una unità di misura esprimente la densità lineare, uguale al peso in grammi di un chilometro difilato, filamento, fibra o qualsiasi altro pelo "brin" tessile.

Un decitex equivale a 0,1 Tex. La seguente formula è utilizzata per la commutazione del numero metrico in numero decitex.

10000 = Decitex
numero metrico

I filati possono essere greggi, scruditi, imbianchiti, cremati, tinti, stampati, screziati, ecc. Essi possono essere stati anche gasati (cioè sottoposti alla bruciatura - flambés - delle fibre superficiali che danno loro un aspetto peloso), mercerizzati (cioè trattati, sotto tensione, con soda caustica). ensimati, ecc.

Non sono compresi nei capitoli da 50 a 55:
a) I filati di gomma ricoperti di tessili come pure i filati tessili impregnati (compresi quelli aderizzati), spalmati, ricoperti o inguainati di caucciù o di materie plastiche della voce n. 56.04.
b) I filati metallici (n. 56.05).
c) I filati spiralati, i filati di ciniglia e i filati detti a catenella della voce n. 56.06.
d) I filati tessili ottenuti per intrecciatura (voci n. 56.07 o 56.08, secondo il caso).
e) I filati tessili armati di filati di metallo della voce n. 56.07.
f) I filati, monofilamenti o fibre tessili parallelizzate e incollate (bolducs) della voce n. 58.06.
g) I filati tessili parallelizzati e agglomerati fra loro mediante gomma della voce n. 59.06.

Differenza tra "i filati semplici, ritorti o a cordoncino" dei capitoli dal 50 al 55 e gli spaghi, le corde ed i cordami della voce n. 56.07 e le "trecce" della voce n. 58.08.
I filati tessili non sono tutti considerati come filati dei capitoli dal 50 al 55.
Secondo certe loro caratteristiche (titolo, politura, lucidatura, numero di capi), essi sono classificati o nelle voci dei capitoli dal 50 al 55, relative ai filati, o nella voce n. 56.07 come spaghi, corde e cordami, oppure, nella voce n. 58.08 come trecce.